Capodanno a Napoli. Le tradizioni più folcloristiche

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Non c’ è dubbio che il luogo più folle dove potete decidere di trascorrere il vostro ultimo dell’ anno è senza dubbio Napoli. Città da mille tradizioni e fantastiche superstizioni. Tutti a caccia del gobbo, vi va?

Viaggio nella pazza Napoli

Viaggio nella pazza Napoli. La città dove il Capodanno è condito da mille superstizioni incredibili

Napoli si sa è la patria delle superstizioni e delle tradizioni, e il Capodanno non fa eccezione. Invece delle classiche che conosciamo tutti, abbiamo scelto per voi quelle più folkloristiche legate alla città di Napoli, grazie anche alle belle info trovate sul sito dedicato alle serate di Capodanno a Napoli.

I tradizionali gesti simbolici

Due dei gesti più simbolici del Capodanno di Napoli, sono quelli di buttare via le cose vecchie e di gettare l’acqua dal balcone. Per il primo caso, la tradizione dice che buttando via le cose vecchie nell’anno nuovo si avrà un cambiamento ed è auspicio di un anno fortunato. Per quanto riguarda il gesto di buttare l’acqua dal balcone, viene considerata un’azione che ci libererà dai mali dell’anima.

Lo Spumante e il sale

Per augurare buona fortuna, la tradizione partenopea racconta che mettendo un dito in un bicchiere di Spumante per poi passarlo dietro all’orecchio di una persona sia un gesto ben augurante per l’anno nuovo. Stesso discorso anche per il sale, infatti regalare un sacchettino di sale farebbe scacciare tutta la nostra negatività.

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E’ di buon auspicio incontrare un vecchio o un gobbo

Se la prima persona che vediamo a Capodanno è un vecchio o un gobbo, secondo la tradizione vuol dire che si vivrà a lungo e che sarà un anno fortunato. Discorso inverso invece, se si incontra un bambino o un prete. Quindi per il primo dell’anno fate attenzione a chi incontrare per primo…

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La tradizione dello sciuscio

Secondo le antiche tradizioni dei contadini, si narra che dei gruppi di amici andassero di casa in casa suonando e cantando per augurare un buon anno a tutta la popolazione. Appena uditi questi suoni, gli abitanti delle case davano in dono il cibo avanzato dalle tavole per la notte di San Silvestro. Capita ancora oggi, che qualche bambino rievochi questa tradizione per avere in cambio qualche dolcetto.

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